La Storia di Abixama

Come nasce un’idea di ritorno, cura e futuro

Un progetto che nasce da una domanda

Abixama nasce da una domanda semplice e radicale: che futuro possono avere i piccoli borghi senza perdere la propria anima?

Abixama nasce in silenzio.
Non da un’idea brillante, ma da una domanda che ha chiesto tempo.

Camminando per Buscemi, ci siamo accorti che qui il tempo non manca.
Manca solo qualcuno disposto ad ascoltarlo.Le strade erano piene di luce.
Le case chiuse, ma non vuote.
Dentro c’erano storie, gesti, memorie che continuavano a respirare.

Negli ultimi decenni, Buscemi – come molti paesi dell’entroterra siciliano – ha visto diminuire i suoi abitanti, rallentare la vita economica e assottigliarsi le relazioni.
Eppure, sotto questa apparente quiete, il borgo ha continuato a custodire un patrimonio enorme: persone, memorie, saperi, paesaggi e tempo.

La domanda è arrivata così, senza fretta:
che futuro può avere un luogo come questo, senza smettere di essere se stesso?

Abixama nasce proprio qui, dall’esigenza di trasformare questa ricchezza silenziosa in energia viva, capace di generare nuove possibilità senza snaturare l’identità del luogo.

Perché nasce Abixama

Abixama nasce da una scelta.
La scelta di non passare oltre.

In un mondo che corre, abbiamo deciso di fermarci.
Di guardare meglio. Di chiedere alle persone cosa fosse davvero importante.Non volevamo “rigenerare” un borgo.Volevamo prendercene cura.

Abixama nasce per attivare ciò che già esiste, non per sostituirlo. Nasce da un progetto lanciato chiamato ONDA, della fondazione Marea.  Non come progetto calato dall’alto, ma come processo condiviso con il territorio. 

Il suo obiettivo è:

ridare centralità alla comunità locale
creare nuove economie culturali e sostenibili
attrarre persone, idee e visioni
costruire un modello di rigenerazione replicabile per altri borghi

Abixama immagina Buscemi come un borgo contemporaneo, capace di accogliere artisti, creativi, abitanti temporanei, viaggiatori lenti e nuove forme di lavoro.

Il cuore del progetto: le persone

Quello che ci ha colpiti, fin dall’inizio, non sono stati i luoghi.
Sono state le persone. Le voci che raccontano.
Le mani che sanno fare. Gli sguardi che riconoscono.

Il vero motore di Abixama sono le relazioni.
Per questo il progetto si sviluppa attraverso relazioni che si intrecciano e crescono con:

eventi diffusi
residenze artistiche
coworking e networking
slow wedding, corporate retreat, esperienze culturali
pratiche di ascolto e narrazione della memoria locale

Ogni esperienza è un invito a sentirsi parte di qualcosa.
Anche solo per un momento.
Anche solo per ascoltare.

Il Team di Abixama

Abixama nasce dall’incontro di professionalità diverse, unite da una visione comune: rigenerare il borgo attraverso la cultura, la sostenibilità e le relazioni.Un team multidisciplinare, capace di leggere la complessità del territorio e trasformarla in visione concreta.

Giuseppe

Founder

Organizzatore e ricercatore, PhD in Management e Technology Transfer. Porta nel progetto una visione strategica orientata alla sostenibilità, all’innovazione sociale e allo sviluppo dei territori.

Claudio – Il Visionario

Co-Founder

Esperto di sustainability marketing e strategie di impatto. Lavora sulla costruzione dell’identità del progetto, sul posizionamento e sulla relazione tra valori e mercato.

Andrea – Il Creativo

Creative & Interior Designer / Wedding Planner

Cura l’estetica, gli spazi e le esperienze. È il ponte tra tradizione e contemporaneità, tra artigianato, design e narrazione visiva.

Caterina – La Sociologa

Ricercatrice

Specializzata in economia sociale e comunità locali. Analizza il contesto, ascolta il territorio e traduce i bisogni della comunità in progettualità condivise.

Lorenzo – Il Paesaggista

Pianificatore territoriale e fotografo

Lavora sulla relazione tra paesaggio, spazio e immaginario. Racconta il territorio attraverso immagini e visioni, progettando interventi rispettosi dell’identità dei luoghi.

Castello Buscemi

Perché il nome Abixama

Il nome Abixama affonda le sue radici nella storia più antica di Buscemi.
È una parola che richiama le origini del borgo, la sua memoria profonda e il suo legame con il territorio.

Abixama è un nome che parla di mente locale, di appartenenza e di sguardo consapevole.
Significa fermarsi, osservare, ascoltare ciò che un luogo è stato per immaginare ciò che può diventare.

Non è nostalgia, ma memoria attiva.
Non è ritorno al passato, ma costruzione di futuro.Abixama prende forma dall’incontro di competenze diverse, unite da una visione comune: immaginare nuovi futuri per i borghi senza perdere il legame con la loro identità più profonda.
Un progetto che nasce dall’ascolto del territorio e dalla volontà di trasformare la memoria in possibilità concreta.

Abixama, progetto benefit

Abixama è un marchio di Piroca Srl SB, una società benefit nata per generare valore economico insieme a impatto sociale, culturale e ambientale positivo.
Si riflette cosi l’impegno di Abixama a operare in modo responsabile, misurabile e orientato al bene comune.

All’interno di Piroca Srl SB, Abixama rappresenta il progetto dedicato alla rigenerazione dei territori, alla valorizzazione del patrimonio immateriale e allo sviluppo di economie culturali sostenibili, con Buscemi come luogo simbolo e reale di sperimentazione.

Gli utili del progetto saranno investiti in attività di sviluppo sociale per il borgo.

Abixama nasce come spin-off di ethics4growth, realtà impegnata da anni sui temi della sostenibilità, dell’innovazione responsabile e dell’impatto sociale.
Da ethics4growth, Abixama eredita il metodo, l’approccio sistemico e l’attenzione alle persone, adattandoli al contesto dei borghi e delle comunità locali.

Se ethics4growth lavora sulle organizzazioni e sui modelli di sviluppo, Abixama porta questi stessi valori dentro i territori, trasformandoli in pratiche culturali, sociali ed economiche.

Abixama oggi

Oggi Abixama è un progetto in cammino.
Un laboratorio aperto di rigenerazione culturale, sociale ed economica, con Buscemi come luogo simbolo e reale.

Crediamo che i borghi non siano luoghi da salvare.
Sono luoghi da abitare, anche solo per un tempo breve, ma vero.E se il futuro deve nascere da qualche parte, forse può nascere anche da qui.
Piano. Insieme.

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